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Luigi Prestinenza Puglisi
Breve corso di scrittura critica


 
30<40
  Paolo Giardiello
iSpace
Oltre i nonluoghi

Un sintetico corso di scrittura pensato per i critici, in particolare di architettura. Sono 39 brevi lezioni per evitare due errori: annoiare il lettore e rendere complesso l'inutile. La lettura di queste 56 pagine è obbligatoria per ricercatori e docenti universitari, in genere assai poco abili nel rendere appetibile il loro pensiero ma incalliti divoratori di foreste con pubblicazioni senza senso, soporifere, pagate dai fondi di dipartimento. La lettura è facoltativa ma vivamente consigliata a chi è impegnato nella critica letteraria, di costume, nel giornalismo o nei blog. Si suggeriscono infatti trucchi ed espedienti per essere brevi, afferrare l'attenzione, non essere fumosi, evitare marchette, non fare interviste in ginocchio. Non mancano consigli tecnici su come organizzare una bibliografia, sulle parole da evitare, sullo stile, sull'incipit più efficace. Il libro non segue un ordine logico.

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30<40 è la ricognizione di trenta tra i migliori architetti siciliani under 40. Emerge, per la prima volta, una generazione che non recide i legami con il territorio ed è cosmopolita, complessa, vitale: come testimonia anche il lavoro di numerosi studi che si sono trasferiti in altre realtà regionali o nazionali. Un caso all'interno del panorama architettonico italiano e una sorpresa per chi pensa che l'architettura siciliana sia riducibile a pochi stereotipi figurativi o a qualche formula accademica.

30<40 is a selection of thirty of the best Sicilian architects under 40. For the first time a generation comes to the fore that is still connected with its background while showing a cosmopolitan, multifaceted, vital approach: this is the impression one gets by looking at the work of these architects who have relocated to other regions or countries. A case apart in the Italian architectural scene and a surprise for those who think that Sicilian architecture is figuratively stereotyped and academically influenced.

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Prima erano i nonluoghi, incompresi, criticati, demonizzati. Poi si è assistito al loro proliferarsi e quindi alla richiesta sempre più pressante di luoghi, per quanto privi di identità e carattere, dove affermare il proprio diritto all'anonimato. Sono stati ribattezzati superluoghi, da alcuni, iperluoghi, da altri, dove le differenze di interpretazione non mettevano, in ogni caso, in dubbio l'opportunità di riconoscere e capire un fenomeno in atto ed in continua e pressante evoluzione. Oggi sono ovunque, non compresi davvero e privi di una definizione. Non hanno un nome condiviso ma sono sempre più complessi ed articolati, molto più densi ed efficienti dei super e degli iper, sono l'oggetto del desiderio di ogni consumatore, sono ciò che tutti sono obbligati ad attraversare per prendere un treno o un aereo, sono la meta domenicale di ogni famiglia media italiana. Cosa utilizzare oltre l'iper per poterli denominare nel mentre si sviluppano, crescono e cambiano? "iSpace" è il termine con cui si propone di chiamarli, affinché l'evoluzione, il futuro stesso dei nonluoghi, diventi consapevole, ragionato e programmato.

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