Questo è uno dei tanti tentativi che si possono fare per portare alla luce correlazioni e comportamenti che dovrebbero appartenere all’archetipo dell’essere umano; ed è per questa ragione che affermo, nonostante l’apparenza autobiografica, di non avere nulla da accampare al di là degli interrogativi e dei dubbi che mi porto appresso. La chiave di accesso a questo periplo e l’ottica con cui affronto questa tematica consiste nel credere che esista, e sia esistito, per l’umanità un “circolo del ritorno” al quale appartengono cose e azioni già pensate, già dette, già scritte e... già fatte! Cose che nel tempo cambiano di veste, ma non cambiano di sostanza poiché sono incarnate in una prassi di pensiero aperta alla naturalità originaria; con però l’avvertenza che: «Il ritorno alle origini serve a trovare il significato, ma basarsi sulle apparenze significa lasciarsi sfuggire la causa». (Sosan)

Pietro Giorgio Zendrini
Periplo
Circolo(i) nell’ordinaria natura delle cose
9,90€
8,40€
isbn 9788862421492
collana compresse
numero 23
edizione corrente 2 / 2019
prima edizione 3 / 2015
lingua Italiano
formato 12x18cm
pagine 112
stampa monocromia
rilegatura brossura
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l'autore
Pietro Giorgio Chusei Zendrini (Valsaviore BS, 1953) Chusei è il nome da monaco ricevuto dal Maestro Engaku Taino, Scuola Lin-chi di Chan (Rinzai Zen), Bukkosan Zenshinji – Scaramuccia – Orvieto. Architetto, tiene i corsi di Ecodesign e di Designsostenibile alla L...

Pietro Giorgio Chusei Zendrini (Valsaviore BS, 1953) Chusei è il nome da monaco ricevuto dal Maestro Engaku Taino, Scuola Lin-chi di Chan (Rinzai Zen), Bukkosan Zenshinji – Scaramuccia – Orvieto. Architetto, tiene i corsi di Ecodesign e di Designsostenibile alla LABA (Libera Accademia di Belle Arti di Brescia). Ha frequentato n da piccolo i cantieri edili, seguendo il padre emigrato in Svizzera, dal 1972 al 1974, ha lavorato come operaio edile; autodidatta, dal 1975 esercita il mestiere con studio in Cevo (BS). Con pazienza, si rapporta con lo stato del necessario, e su questa via negli ultimi anni “scava...” su quella che fu la condizione dell’abitare nel luogo di appartenenza, proponendosi di ri-prendere da: non-identità rurale, un abitare non dualistico e un possibile ritorno al necessario essenziale (natura-uomo, mezzo-nalità, soggetto-oggetto).

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