L’opera di Fernand Pouillon s’impone all’attenzione perché mostra una via per il nostro mestiere chiara nella sua semplice evidenza: la cura per un’architettura concepita come fatto urbano già nel suo farsi costruzione nel progetto, che non disgiunge gli aspetti operativi dai risultati. 

Ma come può veri carsi questo legame così concretamente materiale? Come si raggiunge quella straordinaria unità con la città esistente di architetture in continuità fra nuovo e antico? Come si realizza quella sensazione di bellezza che si coglie al variare della luce e dei colori?

Recensioni

Arquitectura Viva // Ottobre 2016

ZARCH No. 9 // 2017
Giulio Barazzetta
All'ombra di Pouillon
9,90€
8,40€
isbn 9788862421881
collana figure
numero 4
edizione corrente 4 / 2016
prima edizione 4 / 2016
lingua Italiano
formato 12x18cm
pagine 80
stampa monocromia
rilegatura brossura
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l'autore
Giulio Barazzetta, architetto dal 1980, associato con Massimo Sacchi e Sergio Gianoli nello studio SBG architetti, ha progettato e costruito abitazioni, impianti sportivi, spazi pubblici (www.sbgarchitetti.it). Professore Associato di Composizione Architettonica al Politecnico di Mi...

Giulio Barazzetta, architetto dal 1980, associato con Massimo Sacchi e Sergio Gianoli nello studio SBG architetti, ha progettato e costruito abitazioni, impianti sportivi, spazi pubblici (www.sbgarchitetti.it). Professore Associato di Composizione Architettonica al Politecnico di Milano Dipartimento ABC, insegna Progettazione Architettonica al corso di Laurea Magistrale in Architettura delle Costruzioni.

Coordinatore del comitato scientico della Fondazione Aldo Favini e Anna Gatta.

Membro del comitato scientico de l’Association les Pierres sauvages de Belcastel.

Autore e curatore dei volumi Provenza, monumenti e città del Rodano (1992), Aldo Favini, architettura e ingegneria in opera (2004), Bruno Morassutti 1920-2008 opere e progetti (2009), La chiesa di vetro di Mangiarotti, Morassutti e Favini, la storia e il restauro (2015) e delle mostre itineranti connesse tenute in Italia, Svizzera e Spagna (2004-2011). Curatore de L’ingegneria italiana fra gli anni Cinquanta e gli Ottanta, sezione dell’esposizione L’Architettura del Mondo (2012) e della mostra-laboratorio Digital takes command (2015) per la Triennale di Milano. Saggi su progettazione e costruzione dell’architettura sono stati pubblicati in volumi di riferimento; progetti, articoli e contribuiti in «Casabella», «Domus» e altri periodici di architettura.

 

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