Come la musica silenziosa del Cantico Spirituale di San Giovanni della Croce, così è l’architettura di Alejandro de la Sota. Un'architettura ancora più sobria del less is more di Mies van der Rohe. Sota ha costruito poche opere, ma ha influito sull'architettura moderna spagnola più di ogni altro. Tutte le mattine, appena sveglio, suonava varie sonate di Bach. La sua è un'architettura essenziale, precisa, silenziosa. Perché, come la musica silenziosa, così erano lui e la sua architettura.

Alberto Campo Baeza
Laconico Sota
9,90€
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Disponibile in versione ebook

isbn 9788862422185
collana Figure
numero 5
edizione corrente 4 / 2017
prima edizione 4 / 2017
lingua Italiano
formato 12x18cm
pagine 68
stampa monocromia
rilegatura brossura
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l'autore
Alberto Campo Baeza, nasce a Valladolid e vede la luce a Cadice. Le sue opere spaziano dal tema della casa unifamiliare, come la Casa Turégano, la Casa Gaspar o la Casa de Blas o la Casa dell’Infinito, fino a edifici di grandi dimensioni, come la Caja Granada o l’...

Alberto Campo Baeza, nasce a Valladolid e vede la luce a Cadice. Le sue opere spaziano dal tema della casa unifamiliare, come la Casa Turégano, la Casa Gaspar o la Casa de Blas o la Casa dell’Infinito, fino a edifici di grandi dimensioni, come la Caja Granada o l’Edificio per Uffici a Zamora, o il Padiglione Polisportivo dell’Universitá Francisco de Vitoria a Madrid. Il suo lavoro è stato esposto nella Crown Hall di Chicago, nella Basilica Palladiana, nel Tempietto di San Pietro in Montorio, nel MAXXI di Roma e nella American Academy of Arts and Letters a New York. È professore ordinario di Progettazione a Madrid dal 1986 ed è stato professore della ETH di Zurigo, della EPFL di Losanna, della Penn University a Philadelphia e della CUA di Washington. E in molte altre università del mondo. Nel 2014 in Spagna è stato nominato Accademico della Accademia Reale di Belle Arti di San Fernando. Ha ricevuto la Tessenow Gold Medal degli architetti tedeschi ad Amburgo, l’Arnold W. Brunner Memorial Prize degli architetti americani a New York e l’International Award Architecture in Stone degli italiani a Verona. Inoltre nel 2014 ha ricevuto la RIBA Fellowship a Londra. Nella sua biblioteca ci sono più libri di poesia che di architettura. Non possiede né macchina, né televisione, né cellulare. Ed è felice.

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