Hassan Fathy sosteneva che “L’architetto moderno è diventato come un calciatore che gioca a calcio impiegando un cannone.” Sul filo di questo graffiante paradosso i testi raccolti in questo libro polemizzano e criticano con acume le derive di un’architettura dello show globalizzata e autistica incapace di farsi carico delle gravi questioni che attraversano il mondo. Da qui, attraverso il riferimento a figure critiche eretiche oggi dimenticate come Ivan Illich, Colin Ward, Aldo Capitini, Giacomo Borella, sostenendo la necessità di ritrovare, pur nello spaesamento delle città, “il senso di appartenenza al creato”, delinea un’idea di architettura minore, “un’architettura allegra, che riconosce la terra come dono, la manutiene e ne raccoglie i frutti”.

Recensioni

Zeroundicipiù books
Giacomo Borella
Per un’architettura terrestre
12,00€
10,20€
isbn 9788862421645
collana costellazioni
edizione corrente 3 / 2016
prima edizione 3 / 2016
lingua Italiano
formato 11x17cm
pagine 92
stampa bicromia
rilegatura brossura
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l'autore
Giacomo Borella (Milano, 1964) è architetto e cofondatore dello studio Albori. Ha scritto articoli e interventi, collaborando con diverse testate tra le quali Lo straniero, Gli Asini, Corriere della Sera, Radio Popolare. Recentemente ha curato, per le edizioni Elèuther...

Giacomo Borella (Milano, 1964) è architetto e cofondatore dello studio Albori. Ha scritto articoli e interventi, collaborando con diverse testate tra le quali Lo straniero, Gli Asini, Corriere della Sera, Radio Popolare. Recentemente ha curato, per le edizioni Elèuthera, Architettura del dissenso, un’antologia di scritti di architettura di Colin Ward.

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