Ho cercato nel corso di questi anni di esercitare il mestiere dignitosamente nel tentativo di mettere in opera quello che qui suggerisco come "costruire senza il verbo avere"; se rivolgo poi lo sguardo all'indietro alle cose fatte ed alla ricerca di senso prodotta, vedo e riconosco le "sterpaglie" cresciute nel mio piccolo campo come opere di un raccoglitore (saccheggiatore) di frammenti, di un onesto "bricoleur". E' così che ho sempre inteso il mio lavoro, come continua messa in opera di frammenti, frammenti già dati, ricomposti e alcune volte ordinati; credo che questo atteggiamento provenga dalla mia formazione di autodidatta e dall'insofferenza verso le concettualizzazioni, e anche riconosco, dall'ostinato tentativo di pervenire alla "giusta intuizione"; per cui forse, il procedere per strappi, da "ladro" trova la misura nelle parole del Maestro Engaku Taino: "Ruba pure quello che vuoi, ti appartiene", ed il "rubare" credo stia tutto nella nostra condizione umana.

Pietro Giorgio Zendrini
Resistente Widerrstandsfäig
9,90€
8,40€
isbn 9788862420617
collana compresse
numero 8
edizione corrente 10 / 2012
prima edizione 10 / 2012
lingua Italiano
formato 12x18cm
pagine 96
stampa monocromia
rilegatura brossura
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l'autore
Pietro Giorgio Chusei Zendrini (Valsaviore BS, 1953) Chusei è il nome da monaco ricevuto dal Maestro Engaku Taino, Scuola Lin-chi di Chan (Rinzai Zen), Bukkosan Zenshinji – Scaramuccia – Orvieto. Architetto, tiene i corsi di Ecodesign e di Designsostenibile alla L...

Pietro Giorgio Chusei Zendrini (Valsaviore BS, 1953) Chusei è il nome da monaco ricevuto dal Maestro Engaku Taino, Scuola Lin-chi di Chan (Rinzai Zen), Bukkosan Zenshinji – Scaramuccia – Orvieto. Architetto, tiene i corsi di Ecodesign e di Designsostenibile alla LABA (Libera Accademia di Belle Arti di Brescia). Ha frequentato n da piccolo i cantieri edili, seguendo il padre emigrato in Svizzera, dal 1972 al 1974, ha lavorato come operaio edile; autodidatta, dal 1975 esercita il mestiere con studio in Cevo (BS). Con pazienza, si rapporta con lo stato del necessario, e su questa via negli ultimi anni “scava...” su quella che fu la condizione dell’abitare nel luogo di appartenenza, proponendosi di ri-prendere da: non-identità rurale, un abitare non dualistico e un possibile ritorno al necessario essenziale (natura-uomo, mezzo-nalità, soggetto-oggetto).

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