Ad oggi il Berghain rappresenta molto di più di un singolare fenomeno sociale: la scriteriata selezione al suo ingresso, l’assenza di specchi al suo interno, così come il divieto a fotografare e catturare ogni soggetto, non sono solo alcune delle caratteristiche che hanno contribuito alla sua mitopoiesi, compongono anche un assemblaggio di Spazio e Corpi al cui interno viene spezzato il circolo vizioso per il quale il consumo si definisce come la continua e relativa cattivazione e liberazione degli istinti.

In un’epoca in cui all’Architettura non sembra esser destinato alcun ruolo attivo nella dissipazione delle istituzioni che assoggettano i Corpi, il Berghain pone all’architetto una questione fondamentale: come ripensare la disciplina in virtù delle sue potenzialità latenti, emancipandola dalla retorica della bellezza per renderla funzionale meno alla ripetizione continua dello status quo, che ad un’emancipazione collettiva.

Salvatore Simioli
BERGHAIN
Per un'architettura del perforante
16,50€
15,70€
isbn 9788862423120
Alleli | Research
24
7 / 2018
7 / 2018
Italian
14,8x21,0cm
108
monocromia
brossura
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Oltre l'enigma Berghain