Studiando il lavoro sulle “composizioni alla scala della città” che Antonello Russo ci propone attraverso le elaborazioni dei suoi studenti, appare subito evidente un pensiero sulla forma urbana. Si manifesta l’idea di costruire gli isolati residenziali come singole architetture, nuclei urbani concepiti come un’unica grande casa in cui gli spazi liberi fra gli edifici diventano luoghi del progetto. É in questi spazi che la città rivela il suo intento rappresentativo, che si rende riconoscibile, che diventa teatro della vita degli uomini. Il libro di Antonello Russo è testimone di un’idea di città in cui sono contenute le aspirazioni di una moderna cultura dell’abitare, un’idea di spazio dove poter ritrovare una nuova dimensione “sociale”.

Marco Mannino


Partendo dallo studio dei quartieri manifesto del razionalismo italiano e allargando lo sguardo all’intero territorio urbanizzato, [il volume] individua i primi “isole identificabili come porzioni concluse dell’urbano” ed il secondo come “un arcipelago di insediamenti di piccola scala”, organismi al cui interno sono riconoscibili sia la forma urbana che li sottende, sia la grammatica insediativa che li compone.

Rita Simone